per non parlar del cane! ovvero: peripezie personali e familiari alle soglie di una crisi di risa
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Il panetto di mozzarella
Son quasi le 19:20 quando mia moglie si accorge di non aver messo a scongelare il panetto di mozzarella che le occorre per fare la pizza. E' tradizione oramai da un pò che il sabato a casa mia si mangi pizza. E mia moglie ne prepara di teglie saporite. Nel pomeriggio fa lievitare la pasta. Poi, un oretta prima di cena, stende la pasta e prepara due tipi di pizze. Una per i bambini, divisa a metà: una parte bianca con mais o wurstel; l'altra metà di solito con solo pomodoro e mozzarella. L'altra pizza è per gli adulti ed è decisamente più ricca di ingredienti anche se non manca mai il gorgonzola il sugo e la mozzarella più tutto ciò che esiste in frigo e alla cuoca piace inserire nella guarnizione.
Ora, vista l'ora e preso atto dell'impossibilità di scongelare il panetto, si decide di passare al piano alternativo: acquistarne uno. Il supermercato hard discount più vicino è a 5 minuti di bicicletta. Ed ecco che entro in scena io: è un compito che posso portare a termine! Inforco la bici così come sono, e parto veloce per arrivare prima che gli addetti del negozio abbiano iniziato a sollecitare la clientela verso le casse per l'orario di chiusura. Dico che vado così come sono perchè fino ad allora, o quasi, ero preso dal ciclico riordino del garage, in cui, spostando e rimescolando posizioni di oggetti riesco ad avere la meglio sul caos sovrano. Riesco anche a fare una pila di "monnezze" da regalare al cassonetto di fiducia, gettando via l'irrecuperabile.
Ma sono dentro il supermercato e, superando carrelli stracolmi di generi e qualche cliente intento a leggersi le avvertenze di ogni singolo prodotto e qualche dubbioso anziano, son già alla cassa con il panetto recuperato in extremis. Mi fiondo dietro il carrello che mi pare meno voluminoso ed aspetto paziente il mio turno di pagare. Ed ecco che un signore di mezz'età mi viene letteralmente addosso con il suo borsone come se volesse prendere il mio posto. Penso sia solo questione di distrazione e che sposterà presto il suo borsone dal mio costato. Invece no, sento anche il suo fiato sul collo e non pmi piace il suo respiro affannato: o sta male o presto lo sarà! Ripasso mentalmente se abbia incautamente fatto il furbo, ma non mi risulta. Comunque non mi scompongo, anche perchè non posso andare in braccio a chi mi anticipa, e attendo beatamente sornione. L'uomo insiste, fossi 30 chili di meno forse mi avrebbe anche spostato di già, e arriva a chiedere alla cassiera di fare prima lui. Io guardo la cassiera, lei guarda me e, senza farmi abbagliare dai suoi occhi nerissimi, abbozzo un espressione a metà tra "non so che dire" e " non ho fatto niente di male lo giuro". Lei fortunatamente prende il mio panetto mentre il signore inizia, senza mai guardarmi, a stralunare, e velocemente incassa il conto. Mentre mi allontano, la sento iniziare un altisonante battibecco con il caprone infoiato di prima. Ma mi aspetta la pizza e poi son giornate calde, davvero calde.
C'è una persona a cui devo dir grazie per il suo interessamento e affetto. Mi ha pure permesso di accorgermi che il blog era sparito causa non so che di preciso e grazie alle sue "dritte" son riuscito DA SOLO a recuperarlo integro!!
però, e chi se l'aspettava? che ce la facessi, intendo. Quella persona quasi quasi me la sposo!
bacioni
che fine ha fatto il mio blog???
Un nuovo giorno sta per scoccare mentre il ronzio sommesso del pc fa da sottofondo ai sogni dei miei cari.
La stanchezza di un altro giorno presto sarà sostituita dalla freschezza dell'alba che verrà. Ma intanto sono qua, a lustrarmi gli occhi e a riempirmi lo spazio di buffi sbadigli.
Niente sgambettata tra manzi stasera, causa un accidioso temporale che ha sedato per il momento il furoreggiare di pollini e polveri.
Riesco a confezionare delle pregevoli figurine di merda. Oggi sono andato in tribunale per lavoro indossando sotto la camicia chiara una maglietta della salute che portava stampigliato a caratteri vistosi il mio nome. Ore dopo, alcuni miei colleghi, con allegri sfottò, me l'han fatto notare. L'altro ieri ho regalato, per il compleanno, una piantina ad una mia amica, con annesso lo scontrino.
I giorni si susseguono e io non mi muovo. Da più parti si levano voci insistenti per il mio completamento degli studi. Ma non ho la benchè minima idea di come possa riuscirci.
In compenso, a volte ritornano amicizie che si credevano perse nei corridoi degli anni che furono. Te le ritrovi davanti, ad uno svincolo a destra e quasi ci cozzi contro.
La Rai mi ha inviato una lettera chiedendomi come mai non risulto nei suoi elenchi di abbonato al digitale terrestre. Forse perchè non ci sono mai entrato, ma non mi prendo la briga di dirglielo. Cosa e come le sia venuta in mente un'idea del genere mi rimarrà un mistero buffo.
Sono andato al cinema, invitato, a vedere "Le conseguenze dell'amore". Strepitoso. Tanto lento e allucinante all'inizio quanto lucido e drammatico alla fine. Tipico film che mai sarei andato a vedere di mia iniziativa ma che, una volta vistolo, devo ringraziare di cuore chi me l'ha proposto. Film a lenta digestione. Tosto.
E' fatta.
Inspiegabilmente, pare che io e la mia dolce metà siamo riusciti a stabilire un piano ferie per tempo, e insieme per più di una settimana! La cosa ha dell'incredibile e difatti, finchè non si verificherà l'agognata partenza, non ho intenzione di pensarci più. Ma se dovesse andare in porto l'ideuzza, l'intera combriccola della mia famiglia smuoverebbe di molto le tende!!
Da quando abbiamo messo in atto un mini trasloco di mobili intra moenia, l'approccio al pc si è radicalmente mutato. Finendo il suddetto in camera da letto, mi resce assai difficile non cedere alla tentazione di schiantarmi a letto anzitempo, preso da indicibile botta di sonno. Fatalità questa situazione si verifica da molte sere da circa un mese. Per carità, il sesso non c'entra. Nel senso che tale attività motoria e, al contempo, relazionale, ha i suoi spazi e tempi che sono altri. [perdonate la divagazione, ma volevo sfatare il mito che da sposati tutto si mette a tacere. Piuttosto si regolarizza, e se si perde in frequenza, aumenta la qualità...no, questa è stracciata, diciamo solo che non può mancare in quanto espressione vitale della composita natura umana. Giusto per ricollegarmi ad un post di qualche tempo fa di una mitica amica] Ad ogni modo, le incursioni in rete si sono rarefatte e ciò mi provoca angustia.
Paolo è stato battezzato e il pomeriggio, a casa dei nonni materni, abbiamo invitato amici e parenti per una bella festa. Bella perchè la giornata regalataci è stata ottima; bella perchè ricca di sorrisi e persone care ad allietare gli spazi; bella perchè il piazzale era invaso da bambini a cui non sembrava vero potersi insozzare arrampicandosi sulla montagnola o tuffandosi nei semini (i genitori erano stati preallertati di non presentarsi con figli addobbati a festa!). Il bello dei bimbi poi è che, per quanto tu possa organizzare e strutturare giochi, loro riescono a stravolgerne le regole e inventarne di nuovi. Divertendosi alla grande. Ad esempio ad un certo punto, il mio più grande, 8 anni, seguito dal codazzo di compagni di classe che erano venuti per l'occasione, sparisce. Lo ritrovo nel giardino dietro intento a far roteare l'amaca della zia con dentro abbarbicati, a turno, i suoi amici: tutti ebbri di gioia, a partire da lui perchè gli veniva considerata la giusta attenzione, per arrivare ai compagni, perchè sperimentatori di un nuovo inusuale divertimento.
Ed io due ore prima a preparar giochi sotto il sole delle 14 che poi han fatto la fine che han fatto..... 
Vi lascio trascrivendovi un pezzo di una poesia che ho scoperto ripassando con un ragazzino l'arte della poesia contemporanea.
"(...) e ho capito che un ritorno/ non avviene per caso/ ma per riconquistare/ qualcosa del passato /qualcosa senza cui/ non possiamo volare. (...)" tratto da "A Luisa" di Anna Rosaria Palermo.
Sempre di corsa
Appena rientrato dal giro mattutino di consegna a domicilio alle varie istituzioni preposte all'educazione e all'istruzione dei figli (nell'ordine: scuola elementare o primaria, scuola materna, nonni materni), in procinto di sgattaiolare da una casa in perfetto caos per andare al lavoro, mi ritrovo magneticamente seduto a scrivervi.
Tornando a casa ho ritrovato, nel guazzabuglio di cassette mc abbandonate in auto, un pezzo di Marina Rei che avevo ascoltato per la prima volta al concerto del Primo Maggio organizzato a Jesolo Paese dal gruppo di amici di Fausto. Era il loro modo per ricordare e salutare il loro amico prematuramente scomparso. Ed io ero là perchè questo ragazzo, che non avevo avuto la gioia di conoscere, era cugino di mia moglie, ed erano stati invitati tutti i parenti.
Tra le tante belle canzoni, questo pezzo mi colpì e volli a tutti i costi duplicarne il long playing.
Mi par secoli fa a scrivere Lp anche se effettivamente forse parliamo di 8-10 anni fa (marò!)
Ora, "Al di là di questi anni" di Marina Rei, voglio dedicarla ad una persona particolare di cui proprio oggi ricorre un doloroso anniversario. E pure a Roque, che in un post recente, ha usato un imperfetto che mi ha turbato.
Il titolo del post è legato alla condizione usuale dell'uomo moderno. Non riesco ad andare a leggere le cronache degli amici, nè tantomeno a commentarli. Sappino comunque che sono ben presenti in quel burrascoso mare del mio cuore.
E a proposito di burrascoso cuore....mah, ce ne sarebbe da scrivere! A me, più che le "Pruvàse", attizzano coloro che si fregiano del titolo di Donna Primavera/Estate ma è un altro discorso.
Buona giornata a tutti.
Oggi battezziamo Paolo.
E' un gran giorno per la mia famiglia, e nell'aria c'è clima da trasloco, anche se con meno ansia e minor confusione. Merito di mia moglie, che ha pianificato il 90% delle attività occorrenti per questo appuntamento.
Nonostante il caldo, la mattina ha sapore di primavera e tutto, anche i rumori, sembrano soffusi e gioiosi.
Son riuscito a scrivere un paio di preghiere dei fedeli. Da tempo il ruscelletto della mia fede pare disseccato e solo qualche rivolo bagna le sponde. La sorgente è stata incautamente ostruita da sassi e sassoni che a fatica, di tanto in tanto, mi volgo a togliere.
Ma la mia incrostata religiosità nulla vuole togliere a questo incontro, di Paolo con madre Chiesa, e gioia dev'essere!
Mi scopro ad essere emozionato, a sentire i battiti in gola e avrei voglia di abbracciare continuamente i tesori che il Signore mi ha affidato!
Padre Buono, non lasciarmi mai, anche se la mia presunzione mi spingesse a credere di poter fare a meno di Te.
Un abbraccio a tutti i cari! (d'altronde oggi abbraccio tutti belli miei!)
oggi
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