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per non parlar del cane! ovvero: peripezie personali e familiari alle soglie di una crisi di risa

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martedì, 31 gennaio 2006
ninne nanne

Tocca a me stasera mettere a letto Paolo.
Bacio bacio con i fratelli, "fai ciao con la manina!", ancora mugolii di approvazione con ciuccio saldamente ancorato tra le labbra e ci appartiamo nella cameretta semibuia per addormentarci.... Bè, io lo vorrei tanto ma chi deve dormire adesso è lui. Il mio turno è successivo.
Ancora qualche vigorosa poppata al biberon e poi comincia il passeggio con il mio tesorino adagiato su una spalla.
Adotto il passeggio ballonzolante, similclownesco ma senza esagerare, modello rollio leggero di barca. Di solito bastano 10 minuti di leggero dondolamento ed il gioco è fatto, ma stasera il piccolo "cicolino" non si accontenta. Esauriti i primi 10 minuti, decido di cambiar ritmo e ne scelgo uno più sostenuto, deciso, modello passo militare: uno - duè, uno - duè e al posto del "passo!" preferisco un rapido e svenevole dietro-front.
La marcetta militare prosegue per abbondanti 5 minuti, poi il rischio scivolata nei dietrofront e l'inefficacia dell'azione mi spingono a più miti passeggi.
Riprendo il passo ballonzolante e provo a portarlo all'esasperazione, sfidando la forza di gravità e l'ora da abbiocco quando mi reggo su una gamba sola mentre tutto il corpo si protende pericolosamente di lato, per poi velocemente passare sull'altra sponda alias gamba e rasentare il crollo strutturale. Ma nonostante questo dondolio modello giostra ad orologio a pendolo, non succede niente: i suoi occhi sono aperti e nella penombra pare sorridermi beffardo.
Visto che siamo in tema di giostra provo il passeggio modello tagadà: sobbalzi verticali brevi e ripetuti  sulle gambe mentre le braccia dondolano in senso orizzontale il pupo. Altri 5 minuti passano prima che il fiatone e un senso di vertigine blocchino questa performance.
Dopo c'è il passeggio veloce e ritmato; poi quello sussultante; ancora dopo c'è quello melenso con bacetti e coccole; infine c'è la minaccia "o dormi o ti metto giù!", ovviamente senza esito.
Sono passati 25 minuti, comincio ad urtare i mobili della stanza, la schiena basso-lombare mi fa male e un sonno pesante mi stringe le membra.
Mi siedo, esausto sul letto, sono quasi deciso ad arrendermi e chiamare mia moglie, quando scorgo i suoi occhietti chiusi e ascolto un sommesso rumore di respiro catarroso: dorme!

Adesso anch'io ci posso andare!

Postato da: zoro a gennaio 31, 2006 22:15 | link | commenti (6) |



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