

Stamane c'era un vento che si respirava forte.
Entrava nei polmoni con leggerezza e sembrava volesse sospingerti dal di dentro a grandi cose.
Era un piacere sentirlo agitarsi tra i capelli, solleticare i peli esposti del corpo, creare effetti sonori modello conchiglia all'orecchio.
Era una brezza allegra e decisa, come a volte si può essere, come adesso non sono.
Il vento mi piace, perchè assomiglia così da vicino alle emozioni che si provano, a volte così intense, a volte così avvilenti, a volte così altanelanti, a volte così imprevedibili.
Il vento viene e va come gli umori dell'anima.
Quanto mi deprimo quando realizzo che il mio intervento educativo sul ragazzo non riesce ad essere così determinante, così unico, così impetuoso tale da modificare il corso di un'azione, così avvolgente da incidere sulla variazione di rotte esistenziali!
Mi ritrovo a pedalare tra le strade di questa città che talora sento estranea, verso un'altra casa, un'altra realtà, un'altra storia.